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“No allo stravolgimento della Costituzione”

Comitato per il 'no' al referendum sulla riforma Renzi-Boschi: l'adesione a titolo individuale di alcuni componenti il Comitato Direttivo Nazionale Cgil

“La revisione della Carta Costituzionale operata dal Governo Renzi-Alfano e l'approvazione del cosiddetto Italicum, una riforma elettorale peggiore della “legge truffa” del 1953, sottraggono ai cittadini i più elementari diritti democratici. Le tutele conquistate negli scorsi decenni grazie alla lotta e allo spirito della Resistenza antifascista vengono minati e cancellati!

L'attacco alla Costituzione è funzionale a garantire la concentrazione del potere nelle mani del governo e di chi lo guida, attribuendo ad un unico soggetto politico (Partito), che potrebbe anche essere espressione di una minoranza di elettori, sia il potere esecutivo sia quello legislativo.

Il Lavoro è stato trasformato in merce ed è stato modificato così, nei fatti, l'Articolo 1 della Carta Costituzionale che nel Lavoro riconosce il fondamento sociale della Repubblica e che costituisce il principio distintivo della nostra concezione di Stato. Il primato del Lavoro, con il governo Renzi, segretario del PD, viene letteralmente calpestato.

Anche per questo diciamo NO allo stravolgimento della Costituzione e aderiamo al Comitato per il NO al Referendum costituzionale”.

Gianni Rinaldini, Nicola Nicolosi, Ciro D'Alessio, Marta Melelli, Adriano Sgrò, Tatiana Cazzaniga, Augustin Breda, Micol Tuzi, Daniele David, Gloria Baldoni, Carlo Forte, Cinzia Quattrocchi, Carlo Baldini, Gian Paolo Patta, Marigia Maulucci, Pietro Soldini, Nicoletta Rocchi, Ugo Cherubini, Simonetta Ponzi, Maurizio Viscione, Claudio Cornelli, Claudio Stacchini, Massimo Covello, Giancarlo Albori, Mirko Carotta

 

Jobs Act e nuova Carta dei diritti: gli iscritti Cgil si stanno confrontando su due temi fondamentali

Un cambio di passo per difendere Costituzione e garanzie sociali

“La fiducia nel sindacato si recupera solo se diamo risposte ai bisogni e alle ingiustizie consumate in questi lunghi anni di pratiche neoliberiste e alle politiche conseguenti portate avanti dal Consiglio d'Europa, dalla Commissione europea e dalla Bce”.

La CGIL in questi giorni è impegnata in una consultazione straordinaria di tutti i lavoratori e pensionati per chiedere il consenso e l'adesione a due importanti appuntamenti che rafforzano la democrazia nel nostro Paese.

Quasi sei milioni di persone iscritte al più grande sindacato italiano si stanno confrontando sulla proposta di legge di iniziativa popolare "Carta dei Diritti universali del Lavoro" e sul mandato al Direttivo nazionale CGIL di elaborare specifici quesiti referendari su Jobs Act - licenziamenti, intermediazione di manodopera e voucher.


LA DIFFICILE SCELTA DEL DELEGATO TRA LA DIFESA DEL POSTO DI
LAVORO E LE TUTELE GENERALI DEGLI OPERATORI E DEI MALATI.


Probabilmente non tutti i cittadini che fruiscono dei servizi sanitari, sono ben consapevoli del fatto che molti di essi sono spesso in mano a soggetti privati che fanno business con le cure.
La vita lavorativa dei dipendenti della sanità privata è spesso basata sulla sottomissione e il ricatto.
Da quando questi settori sono stati privatizzati, sono diventati terra di conquista di tanti imprenditori rampanti che si sono spartiti l'ingente bottino senza troppi scrupoli.
Il comparto è diventato una giungla di contratti, un ginepraio all'interno del quale è impossibile destreggiarsi.

Quando la priorità è il raggiungimento del profitto di pochi, la dignità dei tanti che ne devono permettere il raggiungimento diventa elemento irrilevante.