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CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE BOSCHI, ITALICUM, LAVORO, DEMOCRAZIA

Sono passati 10 anni da quando gli italiani, nel Referendum costituzionale del 25-26 giugno 2006, bocciarono sonoramente la controriforma costituzionale elaborata, dall’allora ministro Calderoli in pantaloncini corti, in quel di Lorenzago.
Si disse allora che quella controriforma era inemendabile e antidemocratica perché, tra le tante cose inaccettabili, violava il principio cardine di ogni costituzione democratica, quello della separazione dei poteri. Così, una valanga di NO la seppellì (il 61,3% dei votanti , quasi 16 milioni di elettori).
Oltre ai partiti che allora erano all'opposizione e a centinaia di associazioni, aderirono al NO anche CGIL CISL UIL e, questi ultimi, furono molto attivi e partecipi in campagna elettorale con migliaia di iniziative nei luoghi di lavoro e nelle città e paesi e paesini in tutta Italia.

 

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Provincia Como - II ministro Poletti «Nessun intervento sulla reversibilità»

(Provincia Como, pagina 3)

II ministro Poletti : «Nessun intervento sulla reversibilità»

La razionalizzazione degli interventi di contrasto alla povertà non includerà le pensioni di reversibilità ma neanche le integrazioni al minimo. Lo assicura il ministro del Lavoro, Giuliano Paletti, spiegando che «ciò che è previdenza è fuori» dal riordino degli interventi e «ciò che è assistenza è dentro». Ma i sindacati sulfa reversibilità vogliono vedere i fatti. II governo «ha ripromesso il cambiamentodella norma sulla reversibilitàecontinua a non cominciare il confronto» con i sindacati sul tema delle pensioni e della flessibilità in uscita, afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine di un convegno. Per poi aggiungere: «Siamo già al secondo emendamento che aspettiamo» per quanto riguarda la questione delle pensioni di reversibilità, prima al testo sul disegno di legge sulla povertà e ora al Def.