Blue Flower

di Roberto Romano - il Manifesto 20 agosto 2019

 

Crisi di governo ed economia . Se dovesse nascere un governo di scopo e/o transizione dobbiamo pur dire che alla macchina pubblica servono 30 mld aggiuntivi per farla funzionare dignitosamente Una nuova geografia e una nuova gerarchia economica si sta delineando in Europa con l’inizio della recessione. La plausibile iniziativa economica e finanziaria della Germania – qualche giornale sussurra interventi discrezionali pari a 500 mld -, lo testimonia.
Sebbene in molti intravvedono nella crisi tedesca un rischio per l’economia italiana ed europea, i più sottovalutano l’attuale configurazione dell’economia tedesca ed europea. In effetti, la crisi del 2008 ha dimostrato che alcuni paesi hanno riconvertito la propria struttura, mentre altri paesi hanno agito solo dal lato finanziario.
Gli investimenti aggiuntivi che la Germania si appresta a delineare, faranno crescere la loro specializzazione nei beni capitali, presupposto indispensabile per agganciare la crescita non appena la recessione lascerà il posto alla crescita.

Dopo ogni recessione, evidentemente non solo tecnica, non si consumano gli stessi beni, piuttosto beni a maggiore contenuto tecnologico. È su questo campo che si gioca la partita: la capacità di intercettare la domanda emergente necessita non solo di investire, ma anche di collocarsi a monte della catena del valore.

di Alberto Ziparo - il Manifesto (06.08.2019)

Sui Tg e nelle prime pagine dei grandi giornali, tributate le obbligate lodi a Greta e ai ragazzi per l’ambiente, si riprende ad alimentare e rilanciare lo stesso modello di disastro ecologico e sociale che ha provocato l’attuale crisi sociale, ambientale e climatica. I media italiani continuano a spiegarci che il futuro del Belpaese dipende drammaticamente quanto singolarmente dal “nuovo buco sotto le Alpi”; da realizzare a tutti i costi. Se non si costruisce la nuova linea ad Alta Velocità Torino-Lione – e soprattutto la mega galleria di 57 Km, che è ciò che conta: il resto è già praticamente cancellato come la maggior parte del “corridoio europeo Lisbona-Kiev”, cui il tratto italo-francese apparterrebbe – «il futuro dell’economia italiana sarà disastroso, il nostro paese si staccherà dall’Europa, ci aspetta un domani di miserie e spoliazioni». E chi più ne ha più ne metta.

Cinema America Trastevere

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AGGRESSIONE CINEMA AMERICA, ANCHE MEMBRI BLOCCO STUDENTESCO TRA IDENTIFICATI

Roma, 18 giugno 2019 - Due ventitreenni, un ventunenne e un trentottenne residenti per lo più nella zona periferica di Casalotti, a nord ovest di Roma. Sono i quattro indagati per l'aggressione ai ragazzi che indossavano le magliette del CINEMA AMERICA, sabato sera, a Trastevere. Tra loro, identificati grazie ai filmati della video sorveglianza di alcuni negozi, anche membri del Blocco Studentesco, l'associazione studentesca di Casapound.

Intervento di Adriano Sgrò

 

Anch'io come Maurizio Landini ritengo che per la Cgil si stia aprendo una fase nuova.

Per me è del tutto inedito discutere di un bilancio dei flussi elettorali che ci consegnano un dato di allarme. Il 50% dei nostri iscritti vota per due partiti o si astiene con ciò formalizzando una scelta che è del tutto opposta all'impianto valoriale della Cgil.

Anche se non dovessimo giudicare come situazione cristallizzata e pure evidenziando certe differenze con il voto amministrativo concomitante, di certo si pone un problema per noi. Non solo perché questa linea di indirizzo sta interessando anche i delegati, quanto perché scompare ogni automatismo tra il nostro ruolo o la nostra presenza nei luoghi di lavoro o sulle vertenze e l'adesione alla Cgil.

La triste condizione denunciata dal Segretario generale che denuncia una impietosa perdita di iscritti credo sia emblematica.

Penso quindi che occorra stabilire velocemente un’ iniziativa per entrare in connessione con i nostri iscritti e con chi rappresentiamo, anche per recuperare velocemente terreno.

 

di Maurizio Pagani

A sole poche ore dalla visita della delegazione della Commissione Europea DG Justice a Roma e Milano che ha potuto constatare il sostanziale fallimento della Strategia Nazionale per l’inclusione delle popolazioni Rom e Sinte anche per il sostanziale disimpegno delle Amministrazioni Pubbliche, ecco rimbalzare la notizia di un “daspo” urbano per rom che rioccupano “spazi pubblici”.

Da diversi anni ormai, senza soluzione di continuità, l’azione pubblica ha tralasciato l’impegno di assicurare una stabilità abitativa alle popolazioni zigane chiudendo prima, a scopo elettorale, delle aree comunitarie comunali dove da decenni abitavano delle famiglie Rom, proseguendo nell’allontanare quotidianamente centinaia di famiglie zigane semplicemente spostandole da un posto all’altro e aumentando così le situazioni di precarietà, avviando una disastrosa politica emergenziale che ha portato allo sperpero di ingenti risorse nei Centri di emergenza sociale ora definitivamente chiusi, ignorando ripetutamente la situazione di degrado sociale delle periferie dove anche numerosissime famiglie Rom, al pari di immigrati e italiani, hanno finito con l’occupare gli alloggi pubblici sfitti.