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Unità sindacale


L'argomento secondo cui debba essere ricercata  l'unità - anche organizzativa - tra Cgil Cisl e UIL - perché non sussistono più le ragioni storiche della divisione è fondato su una logica molto debole.
La storia non potrebbe essere riportata indietro neppure se fosse una successione lineare di cause ed effetti.
Il sindacato nasce nell'alveo di un movimento operaio prima socialmente e poi organizzativamente  coeso - anche se attraversato da correnti ideologiche  diverse - e si divide  nel dopoguerra quando le diverse culture divengono forze politiche e si confrontano con il consenso di massa.
I partiti che furono i principali referenti dei sindacati non esistono più e le culture politiche che ne costituirono l'ossatura valoriale e ideologica per tutto il novecento si sono indebolite e hanno perduto la propria forza teorica e politica.
Ma al posto di questa pluralità tra forze per molti aspetti convergenti non c'è l'unificazione sociale e dunque non può esservi neppure l'unità  dei corpi intermedi che li rappresentano.  Frammentazione, spinte centrifughe e  correnti liquide fluidificano ogni sedimento identitario.
Una fusione a freddo analoga a quella che si propone oggi fu tentata nel mondo politico con il PD, con gli esiti che tutti possono constatare. Gli elementi caratterizzanti delle forze che vi confluirono sono stati via via sacrificati per fare prevalere quelli condivisi, con un effetto dispersivo di gran lunga prevalente su quello catalizzante e unificante.


Come non cogliere (aldilà delle intenzioni) l'oggettiva  specularità di questa ipotesi di unificazione sindacale rispetto a quella politica che l'ha preceduta?  E il rischio di ritorno dell'ipotetico sindacato unico nell'alveo di un nuovo collateralismo rispetto alla sfera politica,  ma in una situazione di debolezza e decadenza,  con un passo indietro pericoloso e anacronistico rispetto al cammino di autonomia e di indipendenza che abbiamo percorso negli ultimi decenni.
Vi è poi lo stesso incombente rischio che ha per certi versi paralizzato la politica : l'elusione e l'esclusione di tutte le possibili opzioni ed iniziative con potenziale divisivo. Pensate alla Carta dei diritti e ai referendum sul lavoro, che sono stati la parte migliore della nostra iniziativa politica recente: cosa ne sarebbe stato se l'ambito della decisione  fosse stato quello di un sindacato unico (con Cisl e Uil), dal momento che anche nella sola Cgil hanno incontrato opposizioni resistenze e inerzie.
Io credo che gli scenari che abbiamo di fronte siano di segno opposto a quello prefigurato dalla proposta di Landini: formazioni agili e capaci di iniziativa, che sperimentano nuovi radicamenti sociali sulla base di visioni e iniziative coerenti che presuppongono condivisioni ideali reali e non solo strumentali. L'insieme di queste minoranze organizzate, in dialettica reale tra loro, può forse aspirare a ricostruire un sistema di alleanze efficace e durevole.
La coalizione sociale era una cosa di questo tipo.
Peccato che Landini se ne sia dimenticato.

Gianni Pizzi - RSU Comune Milano ; Adriano Sgrò - Coord. Naz. "Democrazia e Lavoro" - Cgil