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Tim. Elezioni Rsu, un appuntamento importante per i diritti, la dignità e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

di Marcello Cardella**

Il 4 e 5 Giugno 2019 le lavoratrici e i lavoratori di TIM saranno chiamati a rinnovare la RSU.

La RSU in Tim nel tempo si è via via affermata come autorevole soggetto negoziale, forte di un notevole consenso che deriva da altissime percentuali di voto.

Gli ultimi anni sono stati difficili e turbolenti, caratterizzati da continui cambi proprietari e dall’incapacità del management di affrontare i notevoli cambiamenti imposti dalla trasformazione tecnologica, e da un mercato sempre più deregolamentato e aggressivo. Queste inefficienze sono state scaricate su molteplici aspetti della vita di TIM; tagli al costo del lavoro e continue riorganizzazioni che hanno determinato notevoli ricadute sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori e la perdita del contratto di 2° livello.

A venti anni dalla privatizzazione, frutto dell’ubriacatura neoliberista, una tra le migliori Aziende di telecomunicazione d’Europa si è notevolmente ridotta, nei margini e negli organici, senza contare i ritardi nello sviluppo della Rete digitale che hanno inciso pesantemente sulla mancata modernizzazione del Paese.

La sfida che attende la nuova RSU, per la quale tutti noi siamo impegnati affinché SLC/CGIL si confermi sindacato di maggioranza, sarà molto impegnativa, ma nello stesso tempo stimolante.

Occorre battersi per consolidare il capitale societario attraverso l’ingresso stabile, e con un programma di sviluppo preciso, di Cassa Depositi e Prestiti che favorisca la trasformazione di TIM in una public company, restituendo così valore all’azienda.

Occorre mantenere il perimetro azienda a garanzia della tenuta dei livelli occupazionali e dello sviluppo dell’azienda, e occorre costruire una rete in fibra unica e capillare. La costruzione di due reti in fibra, voluta dal Governo Renzi, è semplicemente una follia. Il dualismo senza senso con Open Fiber deve trovare una soluzione, attraverso il ruolo di CDP, (presente sia nel capitale TIM sia in quello di open Fiber) per ridare valore all’infrastruttura dell’ex monopolista, come è avvenuto nella quasi totalità dei paesi Europei.

Per fare questo è necessario un intervento del Governo, che fino ad adesso è mancato, volto ad favorire politiche industriali del Settore TLC.

I cambiamenti avranno notevole ripercussione sul settore delle TLC; 5G, IOT, Cloud, IA etc, devono essere occasione di lavoro per tutti e non per pochi, attraverso un processo di vera riqualificazione professionale, e di ricambio generazionale non traumatico.

L’innovazione tecnologica, il digitale, la robotica, possono e devono essere governate attraverso una contrattazione che metta al centro la persona, la riduzione dell’orario di lavoro, ma anche una vera contrattazione dell’organizzazione del lavoro, che non può essere materia delegata soltanto alla gestione aziendale, pena una forte riduzione dell’occupazione, dei diritti e del salario.

In quest’ottica è necessario riconquistare un sistema contrattuale aziendale che incrementi Salario e Diritti.

Serve pertanto una Rappresentanza Sindacale Unitaria, in grado di rappresentare nuove e vecchie esigenze, per rafforzare con le lavoratrici e i lavoratori un rapporto che negli ultimi anni si è indebolito.

Serve una contrattazione vera, e serve alzare il livello del conflitto nei confronti dell’Azienda e del Governo; per queste ragioni bisogna alzare il livello della partecipazione democratica e il contributo di tutti per conquistare insieme un futuro di diritti, dignità e partecipazione.

** CD nazionale Slc - Cgil