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Intervento di Adriano Sgrò

 

Anch'io come Maurizio Landini ritengo che per la Cgil si stia aprendo una fase nuova.

Per me è del tutto inedito discutere di un bilancio dei flussi elettorali che ci consegnano un dato di allarme. Il 50% dei nostri iscritti vota per due partiti o si astiene con ciò formalizzando una scelta che è del tutto opposta all'impianto valoriale della Cgil.

Anche se non dovessimo giudicare come situazione cristallizzata e pure evidenziando certe differenze con il voto amministrativo concomitante, di certo si pone un problema per noi. Non solo perché questa linea di indirizzo sta interessando anche i delegati, quanto perché scompare ogni automatismo tra il nostro ruolo o la nostra presenza nei luoghi di lavoro o sulle vertenze e l'adesione alla Cgil.

La triste condizione denunciata dal Segretario generale che denuncia una impietosa perdita di iscritti credo sia emblematica.

Penso quindi che occorra stabilire velocemente un’ iniziativa per entrare in connessione con i nostri iscritti e con chi rappresentiamo, anche per recuperare velocemente terreno.

E credo che occorrerà valutare bene come fare le nostre Assemblee, perché dobbiamo spiegare le ragioni di una forte mobilitazione, scontrandoci anche con quanti hanno riposto fiducia su questo Governo.

Penso anche che se immaginiamo che la contrattazione inclusiva possa essere una soluzione per dare rappresentanza ad un mondo ampio che sta ai margini del Sindacato, non possiamo non porci il problema che il baricentro organizzativo e politico della Cgil deve spostarsi nei luoghi di lavoro e nelle Camere del lavoro. E quindi, se dobbiamo recuperare terreno lo facciamo cedendo risorse e sovranità ai territori ed alle nostre Rsu.

L'altra questione, sempre sul versante politico, concerne il fatto che la Cgil deve entrare in campo , velocemente, sulla questione della ricostruzione della sinistra politica lavorista e antifascista nel paese.

Non possiamo più trincerarci dietro la difesa dell'autonomia e fare da spettatori rispetto alla necessità che il campo politico sia innervato di proposte che stiano nel solco della nostra azione e del patrimonio dei valori di solidarietà politica e del lavoro.

Noi abbiamo bisogno che la Cgil stia in campo e contribuisca fattivamente alla domanda di rappresentanza politica del paese.

Per quanto riguarda gli altri temi, vorrei esprimere due veloci considerazioni sulla vicenda dal salario minimo legale e sull'autonomia differenziata. Meglio approfondita la prima nella relazione di Maurizio e solo accennata la seconda.

Ed accetto l'invito di Maurizio che ci spingeva ad usare chiavi di natura prettamente sindacale per analizzare e riflettere. E sul salario minimo se è vero che dobbiamo anche considerare la vicenda attuale, con riferimento ai contratti che anche la Cgil ha siglato e che hanno dei minimi inferiori ai 9 euro proposti, allora sarà anche giusto aprire una discussione sui motivi perché anche noi firmiamo contratti così assurdi.

Certo, consideriamo anche tutto quello che ci siamo detti, e che ogni contratto ha la sua storia, ma di certo non può essere questa condizione ad imporci di accettare quel ragionamento. E se devo restare al taglio sindacale, io non posso non condividere il fatto che la proposta di salario minimo per legge è del tutto collocata nella nuova fase, più sottile ma non meno violenta, della disintermediazione.

E non è un caso che, come dice Landini, questi del Governo non si sognano nemmeno per sbaglio di convocarci o di fare accordi. Perché se io ti voglio cancellare, se voglio togliere funzione ai Contratti e, di conseguenza, rendere inutile il ruolo dei Sindacato, di certo non ti do riconoscimento e non ti apro nessuna trattativa. Tant’è che dopo la manifestazione parto con la salva di insulti, continuo a sostenere che ho approvato il reddito di cittadinanza e sto facendo il salario minimo e quindi cerco di far passare la linea che il Sindacato non serve più. D’altra parte anche sulle crisi aziendali non è solo in un’occasione che Di Maio abbia preferito bypassare i Sindacati per relazionarsi direttamente coi lavoratori.

E non appaia strano pure l'attacco personale di Di Maio al nostro Segretario1 Solo all’inizio sembrerebbe un riconoscimento maldestro del nostro Segretario, ma quando poi leggi cosa dichiara, ti rendi conto che l'obiettivo di renderci inutili e inadeguati è netto: reddito di cittadinanza e salario minimo sono quello che sinistra e sindacato non hanno mai fatto!

Se così è, non possiamo accettare. Dico pure che se così è, allora noi dobbiamo chiarire bene cosa si cela dietro questa proposta e usare poi le nostre argomentazioni.

Su Autonomia differenziata, invito ad assumere come angolo di valutazione sempre questo della disintermediazione. E cioè, c'è l'evidente rottura della tenuta unitaria dello Stato, aumenta la divaricazione tra le regioni, aumentano le disuguaglianze, si sgretola il principe solidaristico della restituzione fiscale, ma se aumenta la differenziazione delle fonti di produzione legislativa , al livello regionale, appare naturale che quel processo punterà alla dimensione regionale dei contratti. Posto che su Ambiente, Lavoro, Istruzione, Sanità, Previdenza si otterranno venti sistemi diversi. A quel punto, per semplice declinazione, cesserà la funzione precipua di tenuta del Sindacato confederale generale e nazionale.

Per questo penso che siamo di fronte alla lotta delle lotte per la Cgil.

Noi usciremmo trasformati da questa modifica se non affrontassimo con urgenza e senza farci illudere da questa moratoria politica, sulla cui durata sarà meglio non farsi illusioni. Noi, invece, dobbiamo fare crescere la consapevolezza ed agire di conseguenza e con forza rispetto a questo attacco complessivo allo stesso Sindacato.

Concludo infine su questa vicenda della Maternità surrogata. Va bene non prendere insulti, va bene non ridurre la discussione ad un voto su un ODG, dopodiché affrontiamo questa vicenda in maniera compiuta, poniamo in forte evidenza il tema dell'autodeterminazione delle donne e quel del pieno riconoscimento dei diritti civili e delle conseguenti declinazioni e non aspettiamo come abbiamo fatto per altre vicende(procreazione assistita) che la società e la giurisprudenza ci superino con la registrazione di quanto accade realmente.

Apriamo questo dibattito e ragioniamo tra di noi.

Grazie.