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Roma, 22 nov. - La linea Maginot dietro la quale il governo non e' disposto a ritirarsi e' il disimpegno rispetto al contratto che lega ArcelorMittal a Taranto. Ed e' anche il punto da cui la trattiva puo' ripartire stasera a Palazzo Chigi. Ieri, durante il consiglio dei ministri serale, il dossier Ilva e' stato centrale sul tavolo del governo. Il tema e' la strategia da tenere per impostare nel migliore dei modi la trattativa. Questo, pero', a condizione che l'azienda receda dal proposito di sfilarsi da Taranto. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha assicurato di voler tentare ogni strada percorribile pur di risolvere la situazione. Il sentiero e' stretto, ammette un ministro, pero' va percorso. Per questo Conte chiede al governo di essere compatto nella trattativa.

Lo strumento su cui tutti i ministri sembrano al momento d'accordo e' quello di un decreto per Taranto e all'interno del provvedimento - qualora risultasse necessario - verrebbe introdotto anche lo strumento dello scudo penale. Non e' escluso che si possa tornare a discutere di esuberi, certamente a cifre inferiori a quei 5 mila indicati dai vertici di ArcelorMittal, ma solo di fronte a un piano industriale diverso da quello che hanno presentato e con investimenti maggiori. L'obiettivo e' quello di convincere il gigante franco-indiano a imboccare la strada della transizione ambientale, trasformando i forni attraverso un processo di decarbonizzazione, assicurando allo stesso tempo i livelli produttivi e dando una prospettiva alla citta' verso un impatto zero. Tante le ipotesi sul tavolo, non ultima la possibile costituzione di una newco con il coinvolgimento di una societa' partecipata dello Stato. Se ArcelorMittal rifiutera' un accordo, allora la partita si giochera' a livello giudiziario. "Ma sarebbe una sconfitta per tutti", ha spiegato il premier oggi. "Sull'Ilva - ha sottolineato - non possiamo accettare che ci sia un disimpegno per quanto riguarda gli impegni contrattuali, gli impegni sono quelli: ci venga detto chiaramente qual e' la posizione di Mittal e da li' partiremo".