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Con l'avviso di chiusura indagine, notificato dalla Guardia di Finanza nei giorni scorsi a 36 indagati per il dissesto del Comune di Catania, si chiude un capitolo, troppo lungo per i cittadini, della storia di questa Città, condotta fraudolentemente e scientemente al fallimento amministrativo dalle giunte sia di centrodestra che di centrosinistra che si sono avvicendate negli ultimi 25 anni.Scapagnini, Stancanelli e Bianco, in solido, sono i principali responsabili, politicamente, e adessoanche giudiziariamente, di questo fallimento, che non è solo economico, ma soprattutto, per le sue conseguenze sulla vita delle persone, sociale e di condotta etica pubblica.L'inchiesta appena conclusa riguarda in particolare l'ultimo quinquennio della sindacatura di Enzo Bianco, e coinvolge le giunte comunali da lui presiedute e numerosi funzionari pubblici.

Dice testualmente la Guardia di Finanza:“nell’esercizio delle proprie funzioni, gli indagati avrebbero attestato falsamente fatti dei quali gli atti pubblici predetti erano destinati a provare la verità.In particolare, mendacemente, attestavano previsioni di entrata per il 2013 dolosamente sovrastimate eprevisioni di spesa scientemente sottostimate (nella effettiva consapevolezza di un più elevato ammontare di debiti dell’ente in particolare con riguardo al contratto di servizio con la partecipata Amtavendo stanziato una previsione di spesa inferiore a quella contrattualmente stabilita), altresì integrando omissioni in merito al riconoscimento e all’iscrizione di debiti fuori bilancio dei quali erano a conoscenza, in quanto maturati negli esercizi precedenti”.E' nei due avverbi utilizzati, “dolosamente” e “scientemente”, che si condensa l'esito nefasto della condotta politica, delle pratiche amministrative e della concezione della responsabilità di governo di Enzo Bianco e dei suoi sodali, dissestati e perciò dissestatori.Non siamo sopraffatti dalla sorpresa. Scrivevamo un anno fa, quando la Corte dei Conti certificò definitivamente il dissesto: “Non siamo tutti sulla stessa barca. Un’Amministrazione forte con i deboli e debole con i forti,con il blocco del potere affaristico e mafioso che domina la città al quale sono state concesse le varianti del PRG per le speculazioni parassitarie (Porte di Catania, P.U.A., Parcheggio Europa, i fittipassivi per gli immobili dei soliti noti, project financing). Una proposta da fare immediatamente perdare un taglio al recentissimo passato è quella di tornare a pubblicizzare il Servizio di Igiene Ambientale, oggi al 100% esternalizzato. Democrazia e Lavoro ritiene necessario che la Cgil costruisca una propria azione sindacale sul problema del dissesto, a partire dai servizi ai cittadini eper la tutela dei lavoratori coinvolti”. E sempre un anno fa, dopo la nostra presa di posizione, così si esprimeva il Comitato Direttivo della CGIL di Catania: “È infatti evidente da atti amministrativi e contabili, che anche le giunte Stancanelli e Bianco non abbiano agito in contro tendenza; sta nei fatti che entrambe non hanno avviato tutte le azioni necessarie per sanare i loro bilanci. In particolare, negli ultimi 5 anni dell’amministrazione Bianco non sono state messe in atto efficaci politiche di risanamento che bloccassero il dissesto.

Inoltre, la percentuale di recupero dei tributi evasi è stata pari allo 0′′.

Cosa dichiara adesso Enzo Bianco? “Si tratta di un’indagine dovuta dopo la dichiarazione di dissesto. Sono certo che dimostreremo la nostra piena correttezza rispetto a come abbiamo affrontato la più grave crisi finanziaria nella storia di Catania. Nel 2013, infatti, ereditammo una città martoriata dal buco di bilancio nato sotto le precedenti Amministrazioni Scapagnini e Stancanelli. Avrei potuto dichiarare subito io stesso il dissesto, scaricando ogni responsabilità. Molti me lo chiedevano. Ma ho evitato di farlo per amore della città e per tutelare i cittadini e le imprese catanesi (sic!). Per 5 anni, dunque, abbiamo evitato il dissesto e di questo sono orgoglioso. Eravamo e siamo convinti che avrebbe causato enormi problemi alla città, alla sua vita amministrativa, ai cittadini, a chi soffre e non può avere un sostegno dal Comune”. L'Avvocato Bianco, inopportunamente rieletto di recente Presidente dell'ANCI, carica dalla quale dovrebbe prontamente dimettersi se solo avesse ancora un briciolo di dignità politica, in sostanza rivendica l'azione amministrativa da lui condotta, volta ad evitare il dissesto, ma non sostenendo di aver quantomeno avviato il risanamento, cosa che non può dire, dato che la Corte dei Conti ha già certificato l'esplosione incontrollata del debito comunale preesistente anche nel quinquennio della sua sindacatura, e che oggi ammonta a circa 3000 € pro capite per ogni cittadino residente, dai neonati ai più anziani, bensì rivendicando l'azione pervicace, dolosa e consapevole di aver nascostola spazzatura sotto il tappeto!!!Come altrimenti potrebbe definirsi la continua sottostima dei debiti e sovrastima dei crediti abilancio, compresi quelli inesigibili? Come altrimenti potrebbe definirsi l'aver scientificamenteoccultato i debiti fuori bilancio, in primis quelli delle partecipate? E' stata un'operazione economicamente criminale e criminogena, che ha condotto la Città sul fondo del baratro, ipotecando cinicamente la vita e il futuro dei catanesi. Una lucida follia, dunque,contraddistinta da autismo politico autoritario. Per malinteso “amore” si può anche uccidere e Bianco ha ucciso Catania e la sua coalizione politica. L'esito politicamente più nefasto del centrosinistra di Bianco consiste infatti nel rischio concreto di una città regalata a Pogliese ed elettoralmente consegnata a Salvini in cambio dell’intervento risanatorio. Ci duole dover dire che, per lungo tempo, questa concezione distorta dell'autonomia decisionista della politica, è stata condivisa da pezzi importanti della società (civile...?): funzionari pubblici, organi di controllo, magistratura distratta, professionisti, imprese, cooperative sociali, fornitori diservizi e, purtroppo, pezzi significativi del sindacato confederale. Ora non è tempo né di giustizialismo, né di orgogliose rivendicazioni di coerenza. L'inchiesta giudiziaria appena conclusa sfocerà in uno o più processi ai soggetti coinvolti e in quella sede verranno sancite le responsabilità civili e penali dei singoli. Si prenda atto della conclusione di un ciclo di governo della Città, caratterizzato da consociativismo irresponsabile e corrivo. Ognuno, per ciò che compete alle proprie responsabilità di rappresentanza e di tutela degli interessi in campo, assuma le iniziative concrete per risalire la china.

Noi, come sempre, saremo impegnati nella rappresentanza dei lavoratori, delle fasce più fragili ed esposte della società, rivendicando il metodo della democrazia e della verità.

Area programmatica "Democrazia e Lavoro" CGIL - Catania