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COMUNICATO STAMPA

 

Dichiarazione di Adriano Sgrò, Coordinatore nazionale dell'Area 'Democrazia e Lavoro' CGIL

 

GOVERNO E SINDACATI: SGRO’ (CGIL), L’INCONTRO AL MIN. INTERNO? UTILE SOLO AD ALIMENTARE LA PENOSA STORYTELLING DI SALVINI

Alla luce della storia della Cgil, vorremmo chiedere maggiore rispetto per un’organizzazione del lavoro e antifascista, affinché non sia utilizzata nei bisticci esistenti tra i due partiti di Governo”

Al termine dell’incontro convocato dal ministro Salvini, in luogo assai improprio, alla presenza delle organizzazioni sindacali, sorge spontanea una considerazione: alla luce della storia della Cgil, vorremmo chiedere maggiore rispetto per un’organizzazione del lavoro e antifascista, affinché non sia utilizzata nei bisticci esistenti tra i due partiti di Governo.

COMUNICATO STAMPA


Dichiarazione di Adriano Sgrò, Coordinatore nazionale dell'Area 'Democrazia e Lavoro' CGIL


GOVERNO: SGRO’ (CGIL), L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA CONDUCE ALLE GABBIE SALARIALI, E’ UN GOVERNO CHE NON CONOSCE LA VERGOGNA

Vogliono dividere i lavoratori tra quelli di serie A e quelli di serie B. In Italia, cioè in un Paese dove vi è un problema gigantesco di redditi bassi e discontinui, con la precarietà che dilaga così come i contratti pirata”


Il governo ci ha abituato, in questi mesi, al teatrino delle polemiche e delle smentite. Restano i fatti: dopo mesi di grottesco dibattito sull’autonomia differenziata, la Lega ha fatto un passo in avanti – come era fin troppo ovvio che accadesse – mettendo sul piatto della discussione le gabbie salariali, rendendosi benissimo conto che l’introduzione di una simile misura condurrebbe rapidissimamente a dividere i lavoratori tra quelli di serie A e quelli di serie B.

COMUNICATO STAMPA

 

Dichiarazione di Adriano Sgrò, Coordinatore nazionale dell'Area 'Democrazia e Lavoro' CGIL,
e di Marcello Cardella, del Direttivo Nazionale Slc-CGIL

 

LAVORO: SGRO’ (CGIL), DIPENDENTI TIM AL RINNOVO DELLE RSU. IN GIOCO IL FUTURO DELL’AZIENDA MA IL GOVERNO TACE

A vent’anni dalla privatizzazione, frutto dell’ubriacatura neoliberista, una tra le migliori aziende di telecomunicazione d’Europa si è notevolmente ridotta, nei margini e negli organici, senza contare i ritardi nello sviluppo della Rete digitale che hanno inciso pesantemente sulla mancata modernizzazione del Paese”

Il 4 e 5 Giugno le lavoratrici e i lavoratori di TIM saranno chiamati a rinnovare la RSU.

Gli ultimi anni sono stati difficili e turbolenti, caratterizzati da continui cambi proprietari e dall’incapacità del management di affrontare i notevoli cambiamenti imposti dalla trasformazione tecnologica, e da un mercato sempre più deregolamentato e aggressivo. Queste inefficienze sono state scaricate su molteplici aspetti della vita di TIM; tagli al costo del lavoro e continue riorganizzazioni che hanno determinato notevoli ricadute sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori e la perdita del contratto di 2° livello.

Documento costitutivo Area "Democrazia e Lavoro" - Cgil

 

LA RICERCA E LA PROPOSTA COLLETTIVA

VERSO UNA NUOVA EGEMONIA SOCIALE

 

Dobbiamo attrezzarci per rispondere, con una nuova capacità teorica e organizzativa, alle enormi sfide che la crisi ambientale e la convulsa evoluzione della società attuale, in continuo rivolgimento, pongono al sindacato e alla sinistra. Vogliamo incidere e trasformare una realtà attraversata da enormi fratture e profonde contraddizioni, politicamente egemonizzata da spinte egoistiche, xenofobe e rancorose che hanno distrutto il tessuto della solidarietà sociale su cui si basa l’esistenza stessa del sindacato e che sono alimentate da una destra populista ed estremista che coltiva la paura del diverso come fondamento del proprio consenso.

Dobbiamo chiederci come possiamo contrastare gli aspetti peggiori di una società della paura e dell’odio, confinata nelle angustie d’un presente senza speranza, attraverso la ricostruzione della capacità di dialogo, di radicamento sociale e, in prospettiva, d’una nuova egemonia dei valori di una società equa e solidale. Questo è il nostro compito naturale, da svolgere apertamente rispetto ai nostri stessi rappresentati, facendo loro riscoprire la speranza in un futuro migliore e la possibilità di battersi per costruirlo anche nelle nostre scelte odierne. Si tratta, nella sostanza, di ciò che definisce una netta linea di demarcazione fra destra e sinistra, tuttora essenziale, anche se spesso negata dai populisti. Occorre innanzitutto una ricerca collettiva, occorre esplorare un’attenta analisi della realtà in continua evoluzione a partire dalla natura della crisi e della sua situazione attuale per individuare una strategia sindacale di resistenza e per prospettarne un sentiero d’uscita.

 

Nei giorni scorsi è stato veicolato con i nostri strumenti un appello alle elezioni europee. L’appello indirizzato alla lista La Sinistra si è sviluppato per iniziativa di delegate e delegati e dirigenti sindacali.

Evidentemente non vi è alcuna immedesimazione organizzativa tra la Lista e la nostra Area e come è noto tra i nostri aderenti vi è totale libertà di militanza o di espressione politica, nel rispetto di valori e regole della Cgil. Certi di avere chiarito un intendimento prettamente di natura politica e di impegno alla partecipazione al voto, nelle nostre prossime riunioni avremo modo di discutere di questo tema.