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COMUNICATO STAMPA

 

Dichiarazione di Adriano Sgrò, Coordinatore nazionale dell'Area 'Democrazia e Lavoro' CGIL,
e di Marcello Cardella, del Direttivo Nazionale Slc-CGIL

 

LAVORO: SGRO’ (CGIL), DIPENDENTI TIM AL RINNOVO DELLE RSU. IN GIOCO IL FUTURO DELL’AZIENDA MA IL GOVERNO TACE

A vent’anni dalla privatizzazione, frutto dell’ubriacatura neoliberista, una tra le migliori aziende di telecomunicazione d’Europa si è notevolmente ridotta, nei margini e negli organici, senza contare i ritardi nello sviluppo della Rete digitale che hanno inciso pesantemente sulla mancata modernizzazione del Paese”

Il 4 e 5 Giugno le lavoratrici e i lavoratori di TIM saranno chiamati a rinnovare la RSU.

Gli ultimi anni sono stati difficili e turbolenti, caratterizzati da continui cambi proprietari e dall’incapacità del management di affrontare i notevoli cambiamenti imposti dalla trasformazione tecnologica, e da un mercato sempre più deregolamentato e aggressivo. Queste inefficienze sono state scaricate su molteplici aspetti della vita di TIM; tagli al costo del lavoro e continue riorganizzazioni che hanno determinato notevoli ricadute sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori e la perdita del contratto di 2° livello.



A vent’anni dalla privatizzazione, frutto dell’ubriacatura neoliberista, una tra le migliori Aziende di telecomunicazione d’Europa si è notevolmente ridotta, nei margini e negli organici, senza contare i ritardi nello sviluppo della Rete digitale che hanno inciso pesantemente sulla mancata modernizzazione del Paese.

Occorre battersi per consolidare il capitale societario attraverso l’ingresso stabile, e con un programma di sviluppo preciso, di Cassa Depositi e Prestiti che favorisca la trasformazione di TIM in una public company, restituendo così valore all’azienda.

Occorre mantenere il perimetro aziendale a garanzia della tenuta dei livelli occupazionali e dello sviluppo dell’azienda, e occorre costruire una rete in fibra unica e capillare. Per fare questo è necessario un intervento del Governo, che fino ad adesso è mancato, volto a favorire politiche industriali del Settore TLC.

In questo contesto è necessario riconquistare un sistema contrattuale aziendale che incrementi salario e diritti. Serve dunque una Rappresentanza Sindacale Unitaria, in grado di rappresentare nuove e vecchie esigenze, per rafforzare con le lavoratrici e i lavoratori un rapporto che negli ultimi anni si è indebolito. Serve una contrattazione vera, e serve alzare il livello del conflitto nei confronti dell’Azienda e del Governo, finora del tutto assente.