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XVIII° Congresso Cgil

 

Resoconto di alcune giornate precongressuali.

di Nicola Nicolsi - Coordinatore nazionale “Democrazia e Lavoro” - Cgil

 

Nei giorni 6 e 7 giugno come avevamo comunicato siamo stati impegnati nella nostra riunione nazionale del Coordinamento e nell’ultima seduta del Comitato Direttivo nazionale Cgil per l’ultimazione della documentazione da presentare nelle assemblee congressuali.

Non serve evidenziare che la concitazione solita di questi momenti, la non semplice agibilità sindacale degli appuntamenti e il particolare lavoro che abbiamo svolto seppure in numero ristretto, non ha garantito il necessario spazio di discussione. Tuttavia abbiamo utilizzato risorse e strumenti vari, per rendere circolare ogni decisione presa.

Personalmente, ritengo il tutto perfettibile.

Ad ogni modo nella riunione del Coordinamento abbiamo valutato l’opportunità di far rientrare la presentazione del nostro Documento e la possibilità di presentare degli emendamenti o, così come qualcuno dei Compagni aveva suggerito, di ritenere esaustivo il Documento (Il Lavoro E') votato dal Direttivo nella precedente seduta del 29 di Maggio.

Dopo il dibattito in cui sono intervenuti circa una ventina tra Compagne e Compagni, la scelta più condivisa è apparsa quella di presentare degli emendamenti significativi, formulati o col carattere aggiuntivo, o sostitutivo di piccole parti al Documento (Il Lavoro E'), allo scopo di renderli maggiormente “accettabili”.

Questa operazione è stata effettuata con cura, poiché avevamo già chiaro il fatto che, una volta ritirato il nostro Documento - la data ultima era giorno 6 alle ore 18.30 - avremmo avuto solo gli emendamenti e che gli stessi, per regole congressuali, possono essere ritenuti presentabili non in forma alternativa.

Gli emendamenti erano cinque, tre aggiuntivi, uno a correzione di un termine, uno sostitutivo.

I testi li pubblicheremo separatamente.

Abbiamo scelto come argomenti il tema delle pensioni (breve e sostitutivo), quello del Welfare contrattuale (aggiuntivo), uno sulla Democrazia e sul “Ruolo dei Delegati” di base (aggiuntivo), uno sul diritto di voto per i cittadini stranieri, uno sul termine interculturalismo in luogo di quello usato dal documento (multiculturalismo).

L’emendamento delle pensioni è stato respinto. Non è stato considerato autonomo rispetto alle vicende politiche e non in linea con l’iniziativa unitaria confederale. L’emendamento sul termine interculturalismo respinto, gli altri tre sono stati accolti ed utilizzati immediatamente allo scopo di modificare il testo del Documento (Il Lavoro E').

Durante il dibattito, sia nella Commissione politica che nel Direttivo, ho espresso le nostre valutazioni ed ho ribadito che pure considerando positivo l’accoglimento di alcuni emendamenti, per quanto riguarda il nostro emendamento sulle pensioni faremo vivere il testo dello stesso nelle assemblee, nei dibattiti, con la presentazione di ordini del giorno e con la presentazione per il voto dello stesso. Lo scopo, per noi, è quello di aprire davvero una discussione su questo tema che, lo ribadisco a chiare lettere, non è stato posto da nessun altro nella discussione di questi ultimi mesi.

Questo lavoro ci ha dato la possibilità di fare emergere valutazioni politiche e proposte che servono a chiarire la posizione della nostra Area e la necessità che l’Area “Democrazia e Lavoro” - Cgil resti ancora organizzata e presente.

L'articolo 4 dello Statuto non è stato cancellato ed è ancora in vigore.

Alcuni Compagni, hanno ritenuto esaurita la loro esperienza nella nostra Area. Noi continueremo ad organizzarci, secondo le regole della Cgil e ribadiamo che l’Area “Democrazia e Lavoro”- Cgil non solo resterà attiva, ma si assumerà l’impegno di riorganizzare una sinistra ampia nella Cgil.

 

Abbiamo bisogno di più dialettica, di maggiore confronto, di dare voce ai luoghi di lavoro, di rendere vivace il dibattito e di non considerare l’Area come la coperta di Linus, nella situazione data abbiamo fatto miracoli, nella sinistra politica e sociale c'è confusione e paura, noi dobbiamo essere un presidio che vive con coraggio a testa alta e a schiena dritta.

Per cui, pur assumendo un sentimento di autocritica per il lavoro che non siamo riusciti a compiere fino in fondo, avendo partecipato e contribuito a rendere migliore la discussione dentro la Cgil, esprimiamo un giudizio positivo sul lavoro svolto e ribadiamo che nei prossimi appuntamenti occorrerà il solito nostro impegno per superare questa delicatissima fase per il Sindacato - Cgil.

Voglio ricordare a tutti noi che siamo presenti nella Commissione di Garanzia nazionale Congressuale, vi invito a rivendicare la nostra presenza in tutte le strutture confederali.